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BRECHT, L'UOMO E LA GUERRA

Uno spettacolo incentrato esclusivamente sul tema della guerra e delle sue drammatiche conseguenze: la fame, la miseria, la paura della perdita della libertà personale, l'esilio come allontanamento volontario o forzato dalla propria patria, dai propri cari, dal proprio ambiente, e sul tema dell'individuo che, nonostante sia vittima della guerra, mantiene intatta la propria capacità di giudizio di fronte a se stesso, alla propria nazione e alla storia.

Nei testi qui presentati Brecht condanna ogni forma di totalitarismo e prova profonda vergogna nel vedere la propria patria, la Germania, coprirsi di infamia e di ridicolo consapevole del peso storico che, quanto accade, avrà per le generazioni che verranno dopo di lui, senza tralasciare di calarsi tra la gente comune senza speranza che più di tutte subisce le tragiche conseguenze della guerra soffrendo stenti e povertà totali.

In tutto lo spettacolo il filo che lega poesia, canto e recitazione è la morte come tragico punto di arrivo di ogni conflitto ma nonostante ciò l'incontro si chiude con il canto della Moldava il cui testo ricorda che ogni momento buio della storia dell'uomo ha necessariamente un termine lasciando negli animi degli spettatori la speranza di un futuro di pace e di concordia.